Numero 18

Rayan Yasmineh

par Adeline Bailleux Benabdallah

Iseult Perrault

par Axelle Delorme

Fernanda Galvão

par Lyse de Quillacq

Originaria di San Paolo (Brasile), Fernanda Galvão (nata nel 1994) ha conseguito una laurea triennale in arti visive presso la Fundação Armando Alvares Penteado (FAAP).

Annu Yadav

par Kim Chi Pho

Nata nel Rajasthan (India) e residente a New York, Annu Yadav è un’artista multidisciplinare la cui pratica artistica unisce pittura, scultura e installazione. Attraverso materiali quali il lattice, la sabbia o la farina, esplora tematiche quali il genere, la memoria, il rituale e l’identità. Il suo lavoro è stato esposto a New York, Città del Messico e Idra.

Hüseyin Aksoy

par Ramsés Luquis Ortega

Hüseyin Aksoy (nato nel 1995) è originario di Kızıltepe, a Mardin, in Turchia. Si è laureato presso il dipartimento di pittura della facoltà di Belle Arti dell’Università di Marmara.

Chloé Viton

par Emmanuel Reiatua C.

Nata nel 1993 a Lione, Chloé Viton vive e lavora a Montpellier. Laureata all’École supérieure des beaux- arts di Montpellier nel 2017, sviluppa una pratica al crocevia tra installazione, costumistica, performance e cinema. La sua opera crea ambienti immersivi in cui visioni oniriche, miti, rituali e racconti scientifici si incontrano, dando vita a figure enigmatiche che mettono in discussione il nostro modo di abitare il mondo. Il suo lavoro è stato presentato, tra l’altro, al Centre Pompidou di Parigi («Week-end Tableaux vivants», 2021), a La Panacée a Montpellier («Possédé.e.s», 2020), al FRAC Occitanie («The Manilla Room, a creepypasta by Ziti & Orzo», in duo con Geoffrey Badel, 2023), nonché in Giappone in occasione di una residenza con Échangeur22, al Tobichi Art Museum di Tatsuno e al Tanegashima Art Light Festival (2024). Nel 2025 partecipa alla 68ª edizione del Salon de Montrouge.

Arnaldo Erazzo

L'anima artistica di Barinas

Blanche Daramir

par Emmanuelle Callerame

Dalla sua infanzia in campagna, Blanche Daramir conserva uno sguardo capace di abbracciare l’orizzonte senza limiti. Da allora, il paesaggio permea tutta la sua opera, attraverso le sue linee di fuga, le sue valli misteriose, la sua natura incantevole o ancora le sue profondità sotterranee. Formatasi all’EESI (Scuola europea superiore dell’immagine) di Angoulême e poi all’Accademia di Belle Arti di Nantes, l’artista sviluppa un rapporto singolare con lo spazio, che esplora sia come territorio fisico che emotivo.